Ferzan Özpetek

Istanbul (© Dmitry Chumichev - Fotolia)

Istanbul (© Dmitry Chumichev - Fotolia)

Ferzan Özpetek è uno di quei registi che riesce a mettere d’accordo pubblico e critica. Impresa non facile quando si tratta di pellicole che vengono presentate a Cannes o a importanti festival, dove spesso domina più un certo snobismo pseudo intellettuale. E non è facile andare incontro ai gusti del grande pubblico, poco incline a film troppo impegnati.

Il giusto equilibrio da raggiungere é difficile, ma non impossibile: il regista turco, nazionalizzato italiano, riesce con facilità nell’intento, anche se a volte con risultati altalenanti. Arrivato a Roma da Istanbul, per frequentare La Sapienza e poi l’accademia d’Arte drammatica Silvio D’Amico, Ferzan Özpetek proviene da una famiglia della borghesia turca che vanta illustri natali con due pascià.

Il suo primo film “Il bagno turco” del 1997 ottenne sin da subito una grande successo e fu presentato a Cannes. Il 1999 lo vede impegnato con la pellicola “Harem Suare“, ma sarà il 2001 l’anno del grande successo con “Le fate ignoranti“. La commedia vince 4 Nastri d’Argento, 3 Globi d’Oro e un pubblico in delirio per la storia delicata e avvincente che vede impegnati Margherita Buy e Stefano Accorsi. Altra prova accolta con entusiasmo é il successivo “La finestra di fronte” nel 2003: 3 Globi d’Oro, 5 David di Donatello, 4 Ciak d’Oro.

Il successivo “Cuore Sacro” non incontra lo stesso favore dei precedenti, differentemente invece da “Saturno Contro” che vince numerosi premi, anche se non particolarmente apprezzato da chi scrive. Lo stesso dicasi per “Mine vaganti“, altra prova sottotono per chi scrive, che ha fatto incetta invece di premi. L’ultima pellicola risale all’anno scorso, “Magnifica Presenza”, che già nel primo fine settimana di programmazione entra in classifica al secondo posto dei film più visti.

Nuovo film di Luhrmann apre Cannes

Cannes (© Mihalis A. - Fotolia)

Cannes (© Mihalis A. - Fotolia)

Il regista Baz Luhrmann avrà l’onore di aprire con la sua nuova pellicola il Festival di Cannes. Il film dal titolo “Il grande Gatsby” verrà presentato fuori concorso. Si tratta della quarta trasposizione del romanzo di Fracis Scott Fitzgerald pubblicato nel lontano 1925 sul grande schermo. Finora la più grande trasposizione del film è stata quella di Jack Clayton del 1974 interpretata dai bravissimi e indimenticabili attori Robert Redford e Mia Farrow. Staremo a vedere se il film del regista australiano riuscirà ad avere ancora più successo o se si dovrà accontentare di un secondo posto.
I protagonisti del film sono tra gli attori più di successo del momento: vedremo Leonardo Di Caprio nei panni di Jay Gatsby e Carey Mulligan in quelli di Daisy Buchanan. Il cast comprende anche attori quali Isla Fisher, Jason Clarke, Joel Edgerton e Tobey Maguire.
La pellicola sarà in 3D e i presupposti per un’operazione spettacolare ci sono davvero tutti. Baz Luhrmann, nome d’arte di Mark Anthony Luhrmann, mancava dal grande schermo da ben 5 anno, dall’ultima sua creazione “Australia”.

I titoli in concorso al Festival di Cannes, che si svolgerà quest’anno dal 15 al 26 maggio, verranno resi noti durante una conferenza il 18 aprile in occasione della presentauzione dell’intero programma.
Il regista australiano si è mostrato molto contento della decisione della direzione e ha dichiarato: “Per tutti quanti hanno lavorato su Gatsby è un grande onore fare l’apertura di Cannes. Sono molto fiero di ritornare in un paese e in un festival che si sono sempre mostrati generosi nei miei confronti. E sono felice che il film sarà proiettato non molto lontano da Saint Raphael, dove Scott Fitzgerald ha scritto alcuni dei passaggi più forti e commoventi del suo romanzo straordinario”.

Sanremo 2013, un successone

Il Festival di Sanremo edizione 2013 è stato un vero e proprio successone. Infatti in casa Rai appena terminato il Festival si è pensato subito al bis Fazio-Littizzetto. I veri vincitori del Festival di Sanremo infatti sono proprio loro, la coppia che non perde mai l’occasione di prendersi in giro a vicenda. A colpi di battute la comica piemontese ha reso l’edizione del Festival di quest’anno qualcosa di veramente speciale.

microfono (© Sergey Nivens - Fotolia)

microfono (© Sergey Nivens - Fotolia)

Difficile che la Rai non chieda il bis al gruppo di lavoro di questa fantastica edizione. Giancarlo Leone, il direttore di Rai 1, si é dimostrato molto soddisfatto del Festival dichiarando: ”Nel rinnovare uno stile e un linguaggio televisivo non si può che cominciare dal programma per eccellenza che è  Sanremo. Con questo Festival abbiamo fatto un primo importante passo avanti e il fatto che il pubblico abbia risposto così bene significa che siamo sulla buona strada. Come rete vogliamo coltivare l’ambizione di dare più rilievo alla musica dando spazio ad artisti importanti ma non super-top, artisti non ancora giunti all’apice ma che avranno un futuro”.
Il Festival è stato un grande successo sin dalla prima serata, nella quale ha raggiunto uno share del 58,89%. L’ultima volta che Sanremo ha raggiunto tali risultati nella storia era il 2001, edizione  condotta dalla Carrà. A seguire la prima serata del Festival erano in tutto 17.033.000 telespettatori. Anche le serate successive sono state molto seguite dal pubblico italiano. Si é appena concluso un Festival ricchissimo e entusiasmante dagli ascolti stellari, dalla musica di qualità sia in gara che tra gli ospiti. Si è trattata di una costruzione televisiva senza sbavature caratterizzata dalla conduzione  garbata di Fabio Fazio e le punteggiature ma anche i monologhi di una strepitosa Luciana Littizzetto.

Django Unchained

Django Unchained è esplosivo, è sanguinoso, è eccessivo, è semplicemente un film incredibile. È una di quelle pellicole impossibili da dimenticare, uniche ed esplosive. Sono tanti i motivi che hanno portato l’ultimo film di Quentin Tarantino a questo enorme successo (solamente nei primi quattro giorni di proiezioni in Italia il film ha incassato ben 3,5 milioni di euro). Il cast scelto da Tarantino ha sicuramente contribuito al grande successo del film, un cast in cui nessun attore delude mai, un cast pazzesco: Jamie Foxx in Django, Christoph Waltz nel ruolo del Dottore King Schultz e Leonardo Di Caprio nel terribile Calvin Candie.

paesaggio western (© Brad Pict - Fotolia)

paesaggio western (© Brad Pict - Fotolia)

L’ultimo film di Tarantino, che richiama un vecchio spaghetti-western di Sergio Corbucci, è ambientato nell’800, due anni prima dello scoppio della guerra civile. I protagonisti del film sono eroi forti e disperati. Tra i personaggi che dopo questo film entreranno sicuramente a far parte delle icone tarantine c’é Jamie Foxx, il quale ha fatto una performance gigantesca. L’attore nel film veste i panni di Django, ovvero lo schiavo nero che viene liberato dal grandissimo Christoph Waltz, un cacciatore di taglie, perché gli serve il suo aiuto nell’individuare dei criminali. I due si prendono in simpatia e decidono di iniziare a lavorare insieme. Dopo aver messo da parte abbastanza soldi, i due partono per la ricerca della moglie di Django e della libertà. Ma a ostacolare il loro piano ci sarà il tremendo Leonardo Di Caprio.
Non dimentichiamo infine la colonna sonora, un vero e proprio capolavoro del cinema, in cui il genio della musica Ennio Morricone insieme alla cantante Elisa ha fatto un lavoro sorprendente.
Il film è candidato a 5 premi Oscar.

L’eclettico/eccentrico François Ozon

Colorati, sopra le righe, grotteschi, melodrammatici e satirici al tempo stesso. Sono questi i primi aggettivi che vengono in mente per parlare dei film di François Ozon, regista parigino che ha introdotto una nuova vena di creatività nella cinematografia europea. Un autore con un gusto estetico e una poetica molto definiti e riconoscibili, ma mai banali, che si discosta notevolmente dall’aura di serietà che siamo portati ad associare alle pellicole dei suoi connazionali e alle loro venerate istituzioni come la Cinémathèque française.
Fin dal suo esordio, col mediometraggio del 1996 “Un vestito estivo”, Ozon si è distinto per la dote della leggerezza: la storia racconta di una coppia omosessuale in crisi – egli stesso lo è, e le tematiche LGBT tornano in maniera ricorrente nei suoi film – che torna al sereno dopo un breve incontro con una donna con indosso un abito estivo. Anche nel primo lungometraggio, “Sitcom” del 1998, non mancano i personaggi gay e i divertissement sulla sessualità. Nel complesso però si tratta di una satira a tratti feroce su una famiglia francese ricalcata sul modello di quelle protagoniste delle classiche serie televisive americane.

Cinema francese (©panthermedia.net/ neftali77)

Cinema francese (©panthermedia.net/ neftali77)

Il successo al botteghino arriva per Ozon nel 2002, in cui porta sul grande schermo più generazioni di grandi attrici francesi. “Otto donne e un mistero” vede nel cast star internazionali come Catherine Deneuve, Fanny Ardant e Isabelle Huppert, insieme a giovani promesse come Ludivine Sagnier e Virginie Ledoyen. Una pellicola in cui tutti i generi sono leciti: giallo, musical, commedia familiare, attraverso cui il cinema si mostra per ciò che è: un artefatto capace di farci sognare e portarci fuori dalla realtà, mostrando con autoironia tutti i propri punti deboli. La Deneuve ritorna come protagonista anche in “Potiche”, ultimo lungometraggio di Ozon uscito nel 2010.

Il gioco degli specchi

In collaborazione con l’Archivio Luce il regista Carlo Di Carlo e Flavio De Bernardinis hanno realizzato la pellicola “Il gioco degli specchi”. La pellicola diretta dallo stesso Carlo Di Carlo e prodotta e distribuita dal Luce, evento al Festival Internazionale del Film di Roma, propone un ritratto della società italiana dall’immediato dopoguerra agli anni ’80. Nella pellicola viene trattata la storia della prima repubblica ricostruita in gran parte con le immagini dell’Archivio Luce.  

pellicola (© typomaniac - Fotolia)

pellicola (© typomaniac - Fotolia)

La pellicola offre un vero e proprio viaggio lungo la storia del nostro Paese dal 1945 agli anni ’80, in cui naturalmente non mancheranno le svolte cruciali di quel periodo, così importante per il nostro Paese. Lo spettatore verrà immerso in un’Italia del passato, sulla quale oggi si basa la nostra Repubblica. Non mancheranno dunque volti e luoghi simbolo di quel periodo. Carlo di Carlo ci porterà sulle orme del tragico rapimento di Aldo Moro, ma non solo. Verranno riproposte anche le figure chiave del nostro cinema, come Totò e Pier Paolo Pasolini.
Insomma, si tratta di un viaggio interamente dedicato all’Italia con l’intento forse, in un periodo di difficoltà e di crisi come quello attuale, di tentare di ritrovare i valori e le forze di questa Italia, al momento un po’ disillusa e cinica.
Non poteva che essere lui il regista di questa pellicola, Carlo Di Carlo, che ha vissuto in prima persona quegli anni dall’angolazione del cinema. Carlo Di Carlo ha iniziato a lavorare dietro la cinepresa negli anni ’60 proponendo documentari sulla lotta partigiana, tra cui “La menzogna di Marzabotto”. È anche stato assistente alla regia di Pier Paolo Pasolini in “Mamma Roma” e di Michelangelo Antonioni, del quale è diventato molto amico.

Superclassifica Show

Chi non ricorda il simpatico Supertelegattone? Intere generazioni hanno associato il suo volto paffuto alla musica, in un format culto della televisione italiana: Superclassifica Show. Il programma musicale vide la luce nel 1977, in onda su varie emittenti locali, tra le quali TeleMilano 58, Telegenova, Tele Torino International. Il primo conduttore fu Maurizio Seymandi e a partire dal 1980 fu trasmessa su Canale 5. Fu un grande successo, la risposta a un programma musciale che andava in onda in Rai, Discoring.

musica (© James Thew - Fotolia)

musica (© James Thew - Fotolia)

Inizialmente la trasmissione era abbinata al settimanale Tv Sorrisi e Canzoni, una collaborazione che terminò nel 1995 quando anche il nome del programma venne cambiato in Super. A questo punto predono le redini del programma diversi conduttori, primo tra tutti Gerry Scotti, seguito poi da Martina Colombari, da Ambra Angiolini, Laura Freddi, Peppe Quintale, Matilde Brandi, Vanessa Incontrada e Elenoire Casalegno nella stagione del 2000/2001, l’ultima del format, trasmessa dal Peter Pan di Riccione. Anche la rete cambia e dal 1997 passa a Italia 1, canale più orientato al pubblico giovanile che rappresentava la fetta maggiore degli spettatori di Super. Il programma conteneva la classifica italiana e in seguito anche quella di altri Paesi, prima a cura di Tv Sorrisi e Canzoni presentata da DJ Super X, la palla stroboscopica, poi presentata dalle varie emittenti radiofoniche e dai loro speaker.

Inoltre trovavano spazio anche le esibizioni dei cantanti, prima in playback, in seguito dal vivo e interviste agli stessi. Storiche sono le sigle del programma che seguivano le mode e gli sviluppi tecnologici del tempo: si passava così dalla menzione dell’antenna centrale, a quella del satellite e anche i personaggi mutavano, da Kabir Bedi a Claudio Cecchetto.

Your Film Festival

cortometraggio - Foto von: © Denis Aglichev - Fotolia

cortometraggio - Foto von: © Denis Aglichev - Fotolia

Alberto Barbera, il neodirettore della Mostra del Cinema di Venezia ha così commentato l’iniziativa “Your Film Festival”: “Siamo lieti di svolgere un ruolo d’avanguardia e che il mondo intero possa partecipare al festival”. Si tratta di un interessante concorso per nuovi talenti promosso da YouTube e Emirates in collaborazione con Scott Free Productions e la Biennale di Venezia, al quale tutti potevano partecipare.

I video maker hanno avuto la possibilità di presentare un cortometraggio di circa 15 minuti e di caricarlo sulla pagina di Youtube dedicata a Your Film Festival dal 2 febbraio al 31 marzo. In tutto sono state 15.000 le opere pubblicate su You Tube. I 10 finalisti, votati dalla community di You Tube, sono volati a Venezia per la proiezione del loro cortometraggio. La giuria d’eccellenza ha eletto il 2 settembre il vincitore, il quale si è aggiudicato un premio di 500.000 dollari per la realizzazione di un nuovo short film prodotto dalla Scott Free Films. Secondo il parere della giuria il migliore cortometraggio era quello di David Victori, un film maker spagnolo di 29 anni, che ha realizzato “The Guilt”. Il premio è stato annunciato dall’attore Michael Fassbender, che ha così commentato l’iniziativa: ”Scegliere un vincitore per Your Film Festival tra i 10 finalisti non è stato affatto semplice. Tutti hanno dato prova di grande creatività e di una forte comprensione dei meccanismi di regia. David è chiaramente un regista di talento e non vedo l’ora di poter lavorare con lui e Ridley Scott al suo nuovo progetto YouTube”.

La trama di “The Guilt” gira attorno a Leo, che dopo l’omicidio della moglie non riesce a liberarsi del sentimento di vendetta. Qui è possibile vedere il cortometraggio del giovane film maker spagnolo, molto applaudito dal pubblico di Venezia.

Moto nel cinema

In un precedente articolo abbiamo parlato delle auto usate nel cinema (leggi qui), adesso spostiamo la nostra attenzione sulle dueruote. Le moto usate nel cinema hanno sempre ricoperto un ruolo affascinante. Le moto, belle perché simbolo di libertà e ribellione, nei film sono spesso state utilizzate nelle scene di inseguimenti pericolosi e folli.

moto nel cinema (© hultimus - Fotolia)

moto nel cinema (© hultimus - Fotolia)

Uno dei primi film in assoluto dove la moto ha fatto da protagonista, è la pellicola “Il selvaggio” del 1953. Marlon Brando a cavallo della mitica Triumph Thunderbird è da anni un’icona del cinema mondiale. Dal momento in cui Marlon Brando si è fatto vedere a bordo della Triumph Thunderbird, dando vita ad una delle immagini più iconografiche del cinema mondiale, qualcosa è cambiato. Non più l’attore principale del film era l’unico protagonista, ma le moto stesse sono diventate dei veri miti.

Un’altra immagine indimenticabile è l’Onorevole Peppone sulla sidecar Moto Guzzi 500 Sport 14 del 1929 nel film “Don Camillo e l’Onorevole Peppone”. Sempre sulla Guzzi anche il mitico Alberto Sordi, ne “Il Vigile”.
Pensando a moto e cinema una delle prime scene a cui si pensa è sicuramente Richard Gere in sella alla sua roboante Triumph Bonneville 750. Molte donne si sono trovate a sognare ad occhi aperti l’arrivo dell’ufficiale a bordo della sua moto. Un’altra immagine che non cadrà mai nel dimenticatoio è la scena nel film “La Grande Fuga” con Steve McQueen, che in sella alla sua Triumph TR6 Trophy camuffata da Bmw militare della Wehrmacht compie un salto clamoroso sul confine tra la Germania e la Svizzera. Finiamo con un’immagine, che verrà sicuramente apprezzata da molti: Bud Spencer e Terence Hill alla guida di due Harley Davidson Road King della polizia in “I due superpiedi quasi piatti”.

Archivio dell’Istituto Luce su YouTube

L’Istituto Luce nasce nel 1924 diventando molto presto un potente strumento di propaganda del regime fascista. Dopo la caduta del regime mussoliniano l’Istituto continua ad occuparsi di produzione di film e documentari. Nel 2009 la società viene fusa con Cinecittà Holding S.p.A. e viene fondata la società per azioni Cinecittà Luce S.p.A.

YouTube - Foto von: © Thomas Pajot - Fotolia

YouTube - Foto von: © Thomas Pajot - Fotolia

Il 6 luglio viene fatto un annuncio molto importante che segna un’importante svolta storica tecnologica e culturale: l’Istituto Luce va su YouTube mettendo a disposizione degli utenti 30.000 video che raccontano 40 anni di storia italiana. Nella sede del Ministero per i Beni e le Attività Culturali Google lavora insieme a Luce Cinecittà per rendere accessibile sul canale YouTube l’immenso patrimonio audiovisivo dell’Archivio Storico di Luce.

L’Archivio Storico raccoglie la più importante collezione di documenti audiovisivi della storia d’Italia. Il valore storico dei documenti dell’Istituto Luce è talmente grande che la Commissione Italiana Unesco ha addirittura recentemente nominato il Fondo dei cinegiornali Luce come candidato per l’inserimento nella lista Unesco “Memoria nel Mondo”. Grazie a questo accordo un inestimabile patrimonio di documenti originali è da oggi a disposizione di tutto il pubblico. I documenti audiovisivi non raccontano solamente la storia d’Italia, bensì anche l’evoluzione della nostra società attraverso il cinema, la politica, l’arte, la tecnologia ed il costume. Sul canale Youtube di Istituto Luce Cinecittà www.youtube.com/cinecittaluce saranno visibili gli storici Cinegiornali Luce andati in onda dal 1927 al 1945 e la Settimana Incom dal 1946 al 1964, come anche materiali provenienti da altri archivi digitalizzati e molto ben conservati. Per permettere agli utenti di navigare facilmente all’interno del canale, che offre una grande vastità di documenti storici, sono state realizzate apposite playlist tematiche.