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		<title>Marco Müller al Festival di Roma</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Apr 2012 17:03:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna</dc:creator>
				<category><![CDATA[Festival ed Eventi]]></category>
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		<description><![CDATA[Dal 2006 Roma &#232; diventata anche la capitale del cinema, grazie al Festival Internazionale del Film di Roma fortemente voluto e sponsorizzato dall&#8217;ex-sindaco Walter Veltroni. Il Festival si tiene annualmente in autunno a Roma presso l&#8217;Auditorium Parco della Musica. Il Festival romano si svolge poco dopo il pi&#249; celebre Festival a livello nazionale, la Mostra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><dfn><div id="attachment_6365" class="wp-caption alignright" style="width: 210px"><img class="size-medium wp-image-6365" title="&copy; fabiomax.com - Fotolia" src="http://www.pranzodiferragosto.it/wp-content/uploads/2012/04/wpid-69e9e8db61dd70db9488facbb11e2377.png" alt="&copy; fabiomax.com - Fotolia" width="200" height="186" /><p class="wp-caption-text">&copy; fabiomax.com - Fotolia</p></div></dfn></p>
<p style="text-align: justify;">Dal 2006 Roma &egrave; diventata anche la capitale del cinema, grazie al Festival Internazionale del Film di Roma fortemente voluto e sponsorizzato dall&#8217;ex-sindaco <a title="Walter Veltroni" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Walter_Veltroni" target="_blank">Walter Veltroni</a>. Il Festival si tiene annualmente in autunno a Roma presso l&#8217;Auditorium Parco della Musica. Il Festival romano si svolge poco dopo il pi&ugrave; celebre Festival a livello nazionale, la <a title="Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia" href="http://www.labiennale.org/it/cinema/" target="_blank">Mostra Internazionale d&#8217;Arte Cinematografica di Venezia</a>, come da tradizione tenuta a cavallo tra la fine di agosto e inizio settembre e prima del Torino Film Festival.</p>
<p style="text-align: justify;">La manifestazione, organizzata dalla Fondazione Cinema per Roma e promossa dal Comune di Roma, dalla Camera di Commercio di Roma, dalla Regione Lazio, dalla Provincia di Roma, dalla BNL e da altri sponsor del settore cinematografico, non &egrave; dedicata solo al cinema. Infatti al festival vengono organizzate anche numerose iniziative, incontri, rassegne parallele e dimostrazioni legate non solo al cinema, ma anche alla musica, alla moda e alla letteratura. Quest&#8217;anno le novit&agrave; sono molte. Una delle quali &egrave; la scelta del nuovo direttore artistico. A met&agrave; marzo &egrave; stato nominato dal consiglio di amministrazione della Fondazione Cinema per Roma, presieduto quest&#8217;anno dal Presidente Paolo Ferrari (il successore di Gian Luigi Rondi), il nuovo direttore artistico del Festival, Marco M&uuml;ller. Il romano di origine svizzere si &egrave; mostrato molto felice per il ruolo di prestigio conferitogli e perch&eacute; torna dopo 22 anni nella sua citt&agrave; natia per seguire un progetto entusiasmante. Marco M&uuml;ller &egrave; un critico cinematografico e produttore cinematografico italiano, che dal 2004 al 2011, quindi per ben otto anni, &egrave; stato direttore artistico della Mostra Internazionale d&#8217;Arte Cinematografica di Venezia. Marco M&uuml;ller &egrave; un personaggio stimato sia in Italia che all&#8217;estero.</p>
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		<title>Oscar 2012</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Mar 2012 15:12:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un’edizione insolita quella degli Oscar 2012, in cui l’amore per il cinema, inteso come porta aperta su sentimenti, emozioni e dilemmi ha trionfato nella sua pura essenza. Dopo anni di premiazioni a kolossal, effetti speciali, film in cui la tecnologia sembrava quasi prendere il sopravvento sulla storia, o quanto meno ne era un elemento imprescindibile, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Un’edizione insolita quella degli Oscar 2012, in cui l’amore per il cinema, inteso come porta aperta su sentimenti, emozioni e dilemmi ha trionfato nella sua pura essenza. Dopo anni di premiazioni a kolossal, effetti speciali, film in cui la tecnologia sembrava quasi prendere il sopravvento sulla storia, o quanto meno ne era un elemento imprescindibile, quest’anno è la magia del cinema come settima arte allo stato puro a trionfare.</p>
<div id="attachment_5164" class="wp-caption alignleft" style="width: 210px"><img class="size-medium wp-image-5164 " title="© Nejron Photo - Fotolia" src="http://www.pranzodiferragosto.it/wp-content/uploads/2012/03/wpid-6ac3ea3a07626f14b205337b1db44e99.png" alt="© Nejron Photo - Fotolia" width="200" height="186" /><p class="wp-caption-text">© Nejron Photo - Fotolia</p></div>
<p style="text-align: justify;">I cinque Oscar al film “The Artist” ne sono l’esempio più eclatante: un film muto, girato in bianco e nero, ambientato negli anni Venti. Un omaggio al passato che viene premiato dall’era di internet, affascinata da quella dimensione sospesa, lenta, lontana che le immagini del film trasmettono. Oscar vanno anche a Martin Scorsese e al suo “Hugo Cabret”, girato in 3D ma che celebra il grande padre del cinema Melies. E con il Maestro Fellini ha lavorato Dante Ferretti che insieme alla Lo Schiavo vince l’Oscar per la scenografia del capolavoro di Scorsese.</p>
<p style="text-align: justify;">Tornano gli anni Venti questa volta vissuti con gli occhi e la passione di un giovane dei nostri giorni, catapultato in una Parigi della Belle Epoque: “Midnight in Paris” si aggiudica l’Oscar per la migliore sceneggiatura. E l’interpretazione magistrale in “The Iron Lady” vale a Meryl Streep l’agognata statuetta in ben 17 nomination. Attrice non protagonista premiata è stata Octavia Spencer del film “The Help”, mentre il miglior film straniero è stato “Una separazione”, pellicola iraniana già <a title="vincitrice alla Berlinale" href="http://www.berlinale.de/de/HomePage.html" target="_blank">vincitrice alla Berlinale</a> nel 2011.</p>
<p style="text-align: justify;">Rimangono a bocca asciutta attori quali George Clooney e Brad Pitt, in una serata che ha premiato il cinema davvero nella sua essenza. Un nuovo sentire quello dimostrato dalla scelta delle pellicole premiate; un ritorno alle origini che non perde di vista i progressi tecnologici più strabilianti applicati al cinema.</p>
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		<title>Taviani vinicitori</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Feb 2012 09:11:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Era dal 1991 che un film italiano non conquistava più l’Orso d’oro alla rinomata Berlinale. Il festival del cinema di Berlino ha incoronato i fratelli Taviani che con il film “Cesare non deve morire” hanno convinto all’unanimità critica e pubblico. Fu “La casa del Sorriso” di Marco Ferreri l’ultimo film italiano premiato, poi si sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Era dal 1991 che un film italiano non conquistava più l’Orso d’oro alla rinomata Berlinale. Il festival del cinema di Berlino ha incoronato i fratelli Taviani che con il film “Cesare non deve morire” hanno convinto all’unanimità critica e pubblico. Fu “La casa del Sorriso” di Marco Ferreri l’ultimo film italiano premiato, poi si sono succeduti anni in cui il cinema italiano non è stato più rappresentato al festival, suscitando anche commenti fuori luogo da parte del direttore stesso della Berlinale.</p>
<div id="attachment_4535" class="wp-caption alignleft" style="width: 210px"><img class="size-medium wp-image-4535 " title="© wollemipine - Fotolia" src="http://www.pranzodiferragosto.it/wp-content/uploads/2012/02/wpid-f9dc356b146ead83d40d840fd1868a05.png" alt="© wollemipine - Fotolia" width="200" height="186" /><p class="wp-caption-text">© wollemipine - Fotolia</p></div>
<p style="text-align: justify;">E invece quest’anno l’opera corale dei Taviani convince e incanta, una standing ovation ha accompagnato la fine del film, girato in appena sei mesi nel carcere di Rebibbia. I detenuti hanno messo in scena il “<a title="Giulio Cesare" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giulio_Cesare_%28Shakespeare%29" target="_blank">Giulio Cesare</a>” di Shakespeare e il lavoro dei Taviani si concentra sulla documentazione del laboratorio teatrale sotto la guida sapiente del regista Fabio Cavalli e sulle varie fasi che sottendono la messa in scena del dramma. La scelta degli attori, le prove, il testo che a poco a poco diventa parte integrante della stessa sorte dei detenuti.</p>
<p style="text-align: justify;">E Shakespeare diventa quanto mai attuale nei suoi richiami alla politica, ai giochi di potere, alle astuzie che caratterizzavano, oltre la grandezza, la vita dell’antica Roma. Uno spirito quindi nuovo che investe il testo shakespeariano e lo interpreta con le voci, i volti, i gesti dei detenuti. I fratelli Taviani hanno ringraziato proprio loro i reclusi che hanno reso possibile il film e li hanno ricordati con i loro nomi, sottolineando come al momento della premiazione, tra lustri, luci e applausi, loro si trovino nella solitudine del carcere.</p>
<p style="text-align: justify;">Nessuna apologia del detenuto; la volontà dei Taviani è chiara e si esprime nella frase da loro pronunciata a proposito del perché girare un film con dei detenuti: &#8220;Spero che qualcuno tornando a casa dopo aver visto Cesare deve morire pensi che anche un detenuto, su cui sovrasta una terribile pena, resta e un uomo. E questo grazie alle parole sublimi di Shakespeare”.</p>
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		<title>Auto nel cinema</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 17:53:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La redazione di pranzodiferragosto</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><!--  /* Font Definitions */ @font-face 	{font-family:"ï¼­ï¼³ ææ"; 	mso-font-charset:78; 	mso-generic-font-family:auto; 	mso-font-pitch:variable; 	mso-font-signature:1 134676480 16 0 131072 0;} @font-face 	{font-family:Verdana; 	panose-1:2 11 6 4 3 5 4 4 2 4; 	mso-font-charset:0; 	mso-generic-font-family:auto; 	mso-font-pitch:variable; 	mso-font-signature:-1593833729 1073750107 16 0 415 0;} @font-face 	{font-family:"Cambria Math"; 	panose-1:2 4 5 3 5 4 6 3 2 4; 	mso-font-charset:0; 	mso-generic-font-family:auto; 	mso-font-pitch:variable; 	mso-font-signature:-536870145 1107305727 0 0 415 0;} @font-face 	{font-family:Cambria; 	panose-1:2 4 5 3 5 4 6 3 2 4; 	mso-font-charset:0; 	mso-generic-font-family:auto; 	mso-font-pitch:variable; 	mso-font-signature:-536870145 1073743103 0 0 415 0;}  /* Style Definitions */ p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal 	{mso-style-unhide:no; 	mso-style-qformat:yes; 	mso-style-parent:""; 	margin:0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:12.0pt; 	font-family:Cambria; 	mso-ascii-font-family:Cambria; 	mso-ascii-theme-font:minor-latin; 	mso-fareast-font-family:"ï¼­ï¼³ ææ"; 	mso-fareast-theme-font:minor-fareast; 	mso-hansi-font-family:Cambria; 	mso-hansi-theme-font:minor-latin; 	mso-bidi-font-family:"Times New Roman"; 	mso-bidi-theme-font:minor-bidi; 	mso-ansi-language:IT;} p.Aticoliita, li.Aticoliita, div.Aticoliita 	{mso-style-name:Aticoli_ita; 	mso-style-unhide:no; 	mso-style-qformat:yes; 	margin:0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	text-align:justify; 	text-justify:inter-ideograph; 	line-height:150%; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:14.0pt; 	font-family:Verdana; 	mso-fareast-font-family:"ï¼­ï¼³ ææ"; 	mso-fareast-theme-font:minor-fareast; 	mso-bidi-font-family:"Times New Roman"; 	mso-bidi-theme-font:minor-bidi; 	mso-ansi-language:IT;} .MsoChpDefault 	{mso-style-type:export-only; 	mso-default-props:yes; 	font-family:Cambria; 	mso-ascii-font-family:Cambria; 	mso-ascii-theme-font:minor-latin; 	mso-fareast-font-family:"ï¼­ï¼³ ææ"; 	mso-fareast-theme-font:minor-fareast; 	mso-hansi-font-family:Cambria; 	mso-hansi-theme-font:minor-latin; 	mso-bidi-font-family:"Times New Roman"; 	mso-bidi-theme-font:minor-bidi;} @page WordSection1 	{size:595.0pt 842.0pt; 	margin:70.85pt 70.85pt 2.0cm 70.85pt; 	mso-header-margin:35.4pt; 	mso-footer-margin:35.4pt; 	mso-paper-source:0;} div.WordSection1 	{page:WordSection1;} --></p>
<p style="text-align: justify;"><span lang="IT">Il successo commerciale di un film &egrave; un lavoro che nasce da molteplici fattori, primo tra tutti la giusta sponsorizzazione. Il settore auto utilizza da tempo il grande schermo per veicolare i propri modelli e associarli ad un determinato messaggio. In &ldquo;Iron Man&rdquo; la figura femminile guidava una <a title="Audi A5" href="http://www.automobile.it/marcheemodelliauto/audi/a5.html" target="_blank">Audi A5</a>, mentre la R8 faceva da padrone per tutta la durata del film. La Maserati Spyder accompagna le casalinghe disperate di &ldquo;Desperate Housewives&rdquo;, la Dodge Charger R/T nera in &ldquo;Fast and Furious&rdquo;, la Dodge Viper SRT 10 in &ldquo;Wanted-Scegli il tuo destino&rdquo; con Angelina Jolie. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><dfn><div id="attachment_3409" class="wp-caption alignright" style="width: 210px"><img class="size-medium wp-image-3409" title="© drx - Fotolia.com" src="http://www.pranzodiferragosto.it/wp-content/uploads/2012/01/wpid-57d05b37ad2f084612806f82d7379e8a.png" alt="© drx - Fotolia.com" width="200" height="186" /><p class="wp-caption-text">© drx - Fotolia.com</p></div></dfn></p>
<p style="text-align: justify;"><span lang="IT">Questi sono solo alcuni dei numerosissimi esempi di auto famose &ldquo;prestate&rdquo; al mondo fittizio del cinema, capace di nutrirsi di diverse scelte stilistiche nel campo dell&rsquo;abbigliamento, dell&rsquo;arredamento, dell&rsquo;oggettistica e appunto delle auto. E proprio in Inghilterra &egrave; in corso una interessantissima mostra sui veicoli che hanno accompagnato il pi&ugrave; celebre degli agenti segreti, James Bond. Tutti gli appassionati potranno godere della vista dei bolidi guidati da Bond nella sua lunga carriera cinematografica, gustando le modifiche apportate dai tecnici che rendevano le potenti e bellissime auto ancora pi&ugrave; spettacolari: la Jaguar XKR con i lanciamissili, la Lotus Esprit che diventava sommergibile in &ldquo;La Spia che mi amava&rdquo;, l&rsquo;Aston Martin DBS in &ldquo;Quantum of Solance&rdquo; o ancora la Ford Mustang e la Rolls Royce Silver Shadow. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span lang="IT">Grandi auto entrate nell&rsquo;olimpo delle auto &ldquo;cinematografiche&rdquo;, come l&rsquo;allora sconosciuta DeLorean che raggiunse in brevissimo tempo lo status di auto cult grazie al suo utilizzo nel film &ldquo;Ritorno al Futuro&rdquo; di <a title="di Robert Zemeckis" href="http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/spettacolo/2012/01/11/visualizza_new.html_43162784.html" target="_blank">Robert Zemeckis</a>. Auto che rappresentano uno status, che fungono da coprotagonisti o che colpiscono per l&rsquo;interpretazione futuristica delle loro linee e funzionalit&agrave;, in un connubio, quello cinema/auto capace di esaltare lo spettatore e di assicurare un ottimo ritorno in termini d&rsquo;immagine e di investimenti.</span></p>
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		<title>La pelle di Almodovar</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Jan 2012 09:43:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La redazione di pranzodiferragosto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pochi registi sono riusciti a ritagliarsi un posto d&#8217;onore ad Hollywood mantendeno intatta la loro inesauribile carica dissacratoria. il regista spagnolo Pedro Almodovar è uno di questi, creatore di un cinema colto e popolare, capace di trasudare sentimenti e serbare colpi di scena avvincenti. La filmografia di Almodovar é popolata da personaggi sopra le righe: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2864" class="wp-caption alignright" style="width: 210px"><img class=" wp-image-2864 " title="© Gino Santa Maria - Fotolia" src="http://www.pranzodiferragosto.it/wp-content/uploads/2012/01/wpid-e3b48c0a7d77f217f22330cbd1dee037.png" alt="© Gino Santa Maria - Fotolia" width="200" height="186" /><p class="wp-caption-text">© Gino Santa Maria - Fotolia</p></div>
<p style="text-align: justify;">Pochi registi sono riusciti a ritagliarsi un posto d&#8217;onore ad Hollywood mantendeno intatta la loro inesauribile carica dissacratoria. il regista spagnolo Pedro Almodovar è uno di questi, creatore di un cinema colto e popolare, capace di trasudare sentimenti e serbare colpi di scena avvincenti.</p>
<p style="text-align: justify;">La filmografia di Almodovar é popolata da personaggi sopra le righe: fragili, viziosi, strambi, al limite del loro stesso essere; basti pensare ad Antonio Banderas in &#8220;Legami&#8221; e al suo tormentato rapporto con Victoria Abril o ai personaggi non protagonisti come El tigrino de &#8220;La pelle che abito&#8221;. E carnale é l&#8217;attenzione che il regista punta sulle sue creature, immerse in mondi allucinanati e terribilimente familiari, in cui la morte di un marito violento apre scenari inaspettati per la protagonista femminile che riesce finalmente a ricomporsi come donna in un universo femminile ritrovato in &#8220;Volver&#8221;. Almodovar ama i suoi attori Banderas, Penelope Cruz, Gael Garcia Bernal,&#8230; e lo spettatore coglie questa sinergia nei momenti al limite del melodramma, nei flashback rivelatori o menzogneri, nelle storie intrecciate e nei sentimenti espressi.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel corso degli anni il virtuosismo tecnico del regista si é evoluto in uno stile assolutamente unico, riconoscibile sin dalle prime sequenze. Colpisce l&#8217;uso della luce e del colore, sempre molto acceso in Almodovar che nelle sue variazioni di tonalità sceglie un linguaggio visivo di assoluta forza comunicativa. E la musica che nei film del Maestro occupa sempre un ruolo di co-protagonista, mai semplice accompagnamento, ma parte attiva dell&#8217;universo emotivo dei personaggi.</p>
<p style="text-align: justify;">Il mondo del cineasta è critico nei confronti dei dettami della societá moderna, siano essi religiosi, comportamentali, sociali, esempio lampante é lo splendido film &#8220;La mala Educacion&#8221; e getta sempre uno sguardo ironico sulla tragicitá che ci circonda e che è insita in ognuono di noi.</p>
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		<title>Gli inizi della Rai</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Dec 2011 09:57:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La redazione di pranzodiferragosto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La televisione è un mezzo di comunicazione di massa molto diffuso e apprezzato, al tempo stesso però anche largamente discusso. Che ruolo ha avuto la televisione nel dopoguerra italiano e quando è nata la tv nel nostro paese? La televisione nacque a Londra nel 1925 quando l&#8217;ingegnere scozzese John Logie Baird la presentò in un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2804" class="wp-caption alignright" style="width: 210px"><img class="size-medium wp-image-2804  " title="© olly - Fotolia" src="http://www.pranzodiferragosto.it/wp-content/uploads/2012/01/wpid-3615edbe75c9d2645c5579e676dfe655.png" alt="© olly - Fotolia" width="200" height="186" /><p class="wp-caption-text">© olly - Fotolia</p></div>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;" lang="it-IT">La televisione è un mezzo di comunicazione di massa molto diffuso e apprezzato, al tempo stesso però anche largamente discusso. Che ruolo ha avuto la televisione nel dopoguerra italiano e quando è nata la tv nel nostro paese?</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><span lang="it-IT">La televisione nacque a Londra nel 1925 quando l&#8217;ingegnere scozzese John Logie Baird la presentò in un centro commerciale. Il primi test di telediffusione avvennero in Germania durante i giochi olimpici del 1936. In quell&#8217;occasione si riunirono davanti agli schermi tedeschi 160.000 spettatori. Dopo di che ci fu un rallentamento notevole della diffusione. Infatti, mentre la Grande Guerra aveva portato a uno sviluppo accelerato della comunicazione radiofonica, la Seconda Guerra Mondiale non ebbe lo stesso effetto sulla televisione. Se ad esempio nel 1945 negli USA erano disponibili 10.000 apparecchi, nel 1961 ne erano già 35 milioni. Anche in Italia negli anni cinquanta la diffusione della TV crebbe a ritmi stupefacenti. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><span lang="it-IT">La Radiotelevisione Italiana (Rai) iniziò il suo servizio il 03/01/1954. La seconda rete venne introdotta sette anni dopo. Inizialmente la televisione ebbe il difficile compito di unificare gli italiani. La TV nacque nei primi anni principalmente come mezzo di informazione ed educazione per poi offrire un servizio più vasto che comprendeva anche la pubblicità, il documentario, la fiction e l&#8217;intrattenimento. Le trasmissioni dei quiz come “Lascia e raddoppia” condotta <a title="da Mike Bongiorno" href="http://www.agi.it/cronaca/notizie/201112091104-cro-rt10069-bongiorno_figli_nicolo_e_michele_arrivati_a_obitorio" target="_blank">da Mike Bongiorno</a> o “Il Musichiere” di Mario Riva si rivelarono dei veri e propri punti d&#8217;attrazione che aiutarono il paese a sviluppare un&#8217;identità nazionale e ad alfabetizzare la popolazione. Infatti, nel pieno del boom economico uno su tre non sapeva ancora leggere. A soli tre anni dall’avvio delle trasmissioni televisive in Italia, nel 1957, </span><strong><span lang="it-IT"><span style="font-weight: normal;">Mario Soldati</span></span></strong><strong></strong><span lang="it-IT"> realizzò, come autore e conduttore “on the road”, il celebre </span><span lang="it-IT"><span style="font-weight: normal;">“</span></span><strong><span lang="it-IT"><span style="font-weight: normal;">Viaggio lungo la valle del Po”</span></span></strong><span lang="it-IT"> che raccontò l&#8217;Italia in modo autentico e brillante. Il programma “Chi legge” di Mario Soldati e Cesare Zavattini, trasmissione sull&#8217;alfabetizzazione e la cultura dell&#8217;italiano medio, ebbe un ruolo importante nella divulgazione della letteratura italiana. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><span lang="it-IT">Nel 1975 finì il monopolio Rai e cominciarono a diffondersi le prime emittenti private. </span></p>
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		<title>Carosello &#8211; innovazione e pubblicità</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Dec 2011 10:23:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La redazione di pranzodiferragosto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Televisione]]></category>
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		<category><![CDATA[Carosello]]></category>
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		<description><![CDATA[Vent&#8217;anni durò la storica trasmissione televisiva più seguita e amata dagli italiani. Originariamente fu prevista la sua messa in onda il 1 gennaio 1957. Infine esordì il 3 febbraio 1957. Carosello venne trasmesso quotidianamente dopo il telegiornale sull&#8217;allora unica rete italiana dalle 20.50 alle 21.00. Durante tutta la sua storia fu sospeso solamente qualche giorno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2807" class="wp-caption alignleft" style="width: 296px"><br />
<img class="size-medium wp-image-2807  " title="tv  nwservice ©Fotolia" src="http://www.pranzodiferragosto.it/wp-content/uploads/2012/01/wpid-146dc7cf6774d269dcaa8cf952c59aaf1.png" alt="tv  nwservice ©Fotolia" width="286" height="186" /><p class="wp-caption-text">tv nwservice ©Fotolia</p></div>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;" lang="it-IT"><dfn></dfn>Vent&#8217;anni durò la storica trasmissione televisiva più seguita e amata dagli italiani. Originariamente fu prevista la sua messa in onda il 1 gennaio 1957. Infine esordì il 3 febbraio 1957. Carosello venne trasmesso quotidianamente dopo il telegiornale sull&#8217;allora unica rete italiana dalle 20.50 alle 21.00. Durante tutta la sua storia fu sospeso solamente qualche giorno in seguito a fatti nazionali e internazionali che scossero il paese, come ad esempio la morte di papa Giovanni XXIII nel 1963 e la strage di Piazza Fontana nel 1969.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;" lang="it-IT">Nomi illustri come Sergio Leone, Pier Paolo Pasolini, Federico Fellini e tanti altri parteciparono a Carosello in veste di registi. Mentre contribuirono al grande successo attori come Totò, Vittorio Gassman, Dario Fo, Nino Manfredi ed altri geni dello spettacolo. Carosello consisteva in una serie di filmati o meglio definiti come sketch comici che si rifacevano allo stile del teatro leggero o intermezzi musicali. In totale vennero trasmessi 7.261 episodi. Tutti gli sketch erano in bianco e nero, in 35 mm e seguiti da messaggi pubblicitari. Il singolo episodio durava due minuti e 15 secondi, la pubblicità non superava i 35 secondi.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;" lang="it-IT">Una nuova legge diede alla Rai nel 1957 la possibilità di trasmettere messaggi pubblicitari. Alla Rai sembrò quindi necessario sviluppare un apposito format televisivo. La nuova trasmissione però non fu affatto solamente un contenitore di spot pubblicitari, bensì una vera e propria innovazione televisiva.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;" lang="it-IT"><span style="text-decoration: none;">Carosello era una trasmissione seguita molto dai bambini. Ancora oggi viene infatti ripetuta spesso nelle case degli italiani la frase “A nanna dopo Carosello” che è rimasta parte del linguaggio parlato. I messaggi pubblicitari erano quindi indirizzati anche ai giovani italiani. Nell&#8217;agosto del 1976</span> il settimanale Epoca pubblicò un&#8217;indagine secondo la quale su 19 milioni di italiani che seguivano Carosello, ben 9 erano bambini, e l&#8217;80% di questi pretendeva l`acquisto dei prodotti reclamizzati.</p>
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		<title>La donna scarlatta</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Dec 2011 14:52:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La redazione di pranzodiferragosto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Speciale Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Dario Argento]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[Phenomena]]></category>
		<category><![CDATA[Suspiria]]></category>
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		<description><![CDATA[Eros e Thanatos legati a doppio filo. Ed é aldilà del principio di piacere che si nasconde l&#8217;ambiguitá. Temi cari a vari registi che ne hanno scandagliato gli angoli piú reconditi. Uno su tutti nel corso della sua carriera attinge a piene mani nell&#8217;immaginario freudiano, Dario Argento. Il maestro italiano dell&#8217;horror seduce il suo pubblico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Eros e Thanatos legati a doppio filo. Ed é aldilà del principio di piacere che si nasconde l&#8217;ambiguitá. Temi cari a vari registi che ne hanno scandagliato gli angoli piú reconditi. Uno su tutti nel corso della sua carriera attinge a piene mani nell&#8217;immaginario freudiano, Dario Argento. Il maestro italiano dell&#8217;horror seduce il suo pubblico con i forti contrasti che carattezzano i personaggi dei suoi film.</p>
<div id="attachment_2813" class="wp-caption alignright" style="width: 290px"><img class="size-medium wp-image-2813  " title="© SSilver - Fotolia" src="http://www.pranzodiferragosto.it/wp-content/uploads/2012/01/wpid-904539a80f3ca79ddcc486bf5e88bdb11.png" alt="© SSilver - Fotolia" width="280" height="186" /><p class="wp-caption-text">© SSilver - Fotolia</p></div>
<p style="text-align: justify;">Pulsioni oscure contrapposte a innocenti visioni, squarci di cielo nel buio. Il suo amore per il dualismo Argento lo esprime al meglio nella figura che per tradizione incarna da sempre la scissione bene/male: la donna. Eva che infrange il divieto, angelo del focolare che accudisce i figli, la figura femminile nella cinematografia di Dario Argento rappresenta uno stilema di assoluto interesse. In &#8220;Trauma&#8221;<dfn></dfn> ad esempio la madre che alleva e nutre i figli diventa megera assasisina, del cui nutrimento si priva la figlia anoressica interpretata da Asia Argento. Madri che attrvaverso il loro corpo nutrono e che esercitano una fortissima influenza nella vita della loro prole; ecco che la povera Betty in &#8220;Opera&#8221; sará persguitata nei sogni della madre, figura a lei contrapposta per la sua natura sadica e criminale.</p>
<p style="text-align: justify;">Molte delle eroine di Dario Argento saranno l&#8217;opposto della madre o di un&#8217;altra figura femminea; ci riferiamo in questo senso al personaggio di Susy in &#8220;Suspiria&#8221; o a quello di Sara in &#8220;Phenomena&#8221;. L&#8217;omicida di &#8220;Profondo Rosso&#8221; esalta al meglio la duplicitá dell&#8217;animo femminile nel mondo di Argento e instaura con suo figlio un rapporto di addosamento della colpa. Donne alle quali sembra essere negata la dimensione sessuale, che esiste sono nel rapporto con la violenza; ecco che ne &#8220;La sindrome di Stendhal&#8221; l&#8217;unico approccio intimo possibile é lo stupro. L&#8217;universo femminile non sembra lasciar posto alla controparte maschile, solitamente ridotta a figura debole che si carica di colpe non commesse o che risponde in maniera indifferente.</p>
<p style="text-align: justify;">La poetica di Argento si nutre della figura femminile e dei suoi simboli per eccellenza, come l&#8217;acqua sorgente di vita, in un&#8217;ottica che molto deve all&#8217;influenza psicoanalitica.</p>
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		<title>I 10 migliori film 2011</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Dec 2011 14:29:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La redazione di pranzodiferragosto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
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		<description><![CDATA[A fine anno abitualmente facciamo il punto della situazione e ci chiediamo cosa é andato bene e cosa male nell&#8217; anno che sta per finire. Improvvisamente, guardando l&#8217;anno passato con una certa distanza, ci ritroviamo spesso immersi nei nostri pensieri a fare una piccola classifica personale delle cose accadute dalla più alla meno importante. Lo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2752" class="wp-caption alignnone" style="width: 281px"><img class=" wp-image-2752 " title="© viappy - Fotolia" src="http://www.pranzodiferragosto.it/wp-content/uploads/2012/01/wpid-4a22d5efd63bf67fea7d140fff7ea309.png" alt="© viappy - Fotolia" width="271" height="176" /><p class="wp-caption-text">© viappy - Fotolia</p></div>
<p style="text-align: justify;">A fine anno abitualmente facciamo il punto della situazione e ci chiediamo cosa é andato bene e cosa male nell&#8217; anno che sta per finire. Improvvisamente, guardando l&#8217;anno passato con una certa distanza, ci ritroviamo spesso immersi nei nostri pensieri a fare una piccola classifica personale delle cose accadute dalla più alla meno importante. Lo stesso vale ovviamente per gli appassionati di cinema per i film. Nel 2011 sono usciti <a title="nelle sale italiane" href="http://trovacinema.repubblica.it/" target="_blank">nelle sale italiane</a>, in confronto agli anni precedenti in cui l&#8217;Italia poco ha offerto al cinema internazionale, due film di cui il nostro paese può essere fiero, uno diretto da un regista italiano e un altro interamente prodotto in Italia che secondo la nostra opinione meritano i primi posti.</p>
<p>1) In pole position “This must be the place” di Paolo Sorrentino con una splendida interpretazione di Sean Penn e una colonna sonora mozzafiato.</p>
<p>2) “Habemus Papam” di Nanni Moretti, una commedia intelligente che si apre a sfumature profonde.</p>
<p>3) Per il bronzo abbiamo scelto “Le avventure di Tintin: Il segreto dell&#8217;unicorno” diretto da Spielberg che offre momenti di emozione e nostalgia.</p>
<p>4) “The Tree of live” ha indubbiamente diviso la critica ma ha un grande merito, riesce infatti a catturare momenti di vita in immagini meravigliose.</p>
<p>5) “Il cigno nero” che una volta visto non si dimentica più.</p>
<p>6) “The Artist” un film completo e geniale pur essendo in bianco e nero e addirittura muto. Un omaggio particolare al cinema che fu.</p>
<p>7) Il film iraniano “Una separazione” vince l&#8217;orso d&#8217;oro al Festival di Berlino e spiega il malessere di chi vive in Iran, raccontando il divorzio di una coppia di classe media.</p>
<p>8) “Il discorso del Re” del regista britannico Tom Hoober, già premiato con l&#8217; Oscar, rivela in modo coinvolgente la fragilità così umana anche nei potenti.</p>
<p>9) “Pina” di Wim Wenders che usa il 3D come ancora non era stato fatto e cattura anche gli spettatori che non amano la danza. Sorprendente.</p>
<p>10) Chiude la classifica un film indipendente della regista americana Debra Granik “Un gelido inverno” che deve molto alla splendida interpretazione dell&#8217; attrice protagonista Jennifer Lawrence.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Assomiglia tutto a mio zio Oscar!</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Dec 2011 09:41:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La redazione di pranzodiferragosto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Festival ed Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Academy Award]]></category>
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		<category><![CDATA[premio]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;Academy Award, più notoriamente conosciuto come Oscar, è uno dei più vecchi ed importanti premi cinematografici noti a livello mondiale e che viene oramai trasmesso in mondovisione. I premi vengono conferiti a Hollywood da un&#8217;organizzazione di professionisti, l&#8217;Academy of Motion Picture Arts and Sciences (da cui deriva il nome del premio Academy Award) costituita da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;" lang="it-IT">L&#8217;Academy Award, più notoriamente conosciuto come Oscar, è uno dei più vecchi ed importanti premi cinematografici noti a livello mondiale e che viene oramai trasmesso in mondovisione. I premi vengono conferiti a Hollywood da un&#8217;organizzazione di professionisti, l&#8217;Academy of Motion Picture Arts and Sciences (da cui deriva il nome del premio Academy Award) costituita da registi, attori e produttori. Nel 2007 l&#8217;Academy conta 6.000 membri votanti. La prima notte magica del cinema viene organizzata il 16 maggio 1929 e premia i migliori professionisti del <a title="cinema statunitense" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cinema_statunitense" target="_blank">cinema statunitense</a> del precedente anno, quindi del 1927-1928.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;" lang="it-IT">La statuetta dorata (ufficialmente chiamata Academy Award of Merit e comunemente nota come Oscar) è stata creata nel 1928 e rappresenta un uomo con in mano una spada da crociato, in piedi sulla bobina di un film. L&#8217;origine del nome Oscar è controversa. Secondo la versione più accreditata e anche più divertente, il nome proviene da un&#8217;esclamazione della bibliotecaria dell`Accademia che avrebbe detto guardando la statuetta “Assomiglia tutto a mio zio Oscar!”.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;" lang="it-IT">Nei primi anni non c&#8217;era limite alle candidature per ogni categoria mentre dagli anni Cinquanta in poi il numero delle nomination viene ridotto a cinque. Inizialmente l&#8217;Oscar nasce unicamente come premio per film americani e introduce poi una nuova categoria “il miglior film straniero” che viene consegnato per la prima volta nel 1947 al genio del cinema italiano, Federico Fellini.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;" lang="it-IT">I film “Titanic” del 1997, “Ben Hur” del 1959 e “Il Signore degli Anelli: Il ritorno del Re” del 2003 hanno fino ad oggi raggiunto il record delle vittorie. Il maggior numero di vittorie come miglior attrice le ha raggiunte Katherine Hepburn con quattro statuette, l&#8217;Academy assegnò a William Wyler invece il maggior numero di statuette per la regia. Ad alcuni attori o registi di fama internazionale come Alfred Hitchcock, Stanley Kubrick, Marlene Dietrich e Charlie Chaplin non fu curiosamente mai assegnata una statuetta.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;" lang="it-IT">
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