Oscar 2012

Un’edizione insolita quella degli Oscar 2012, in cui l’amore per il cinema, inteso come porta aperta su sentimenti, emozioni e dilemmi ha trionfato nella sua pura essenza. Dopo anni di premiazioni a kolossal, effetti speciali, film in cui la tecnologia sembrava quasi prendere il sopravvento sulla storia, o quanto meno ne era un elemento imprescindibile, quest’anno è la magia del cinema come settima arte allo stato puro a trionfare.

© Nejron Photo - Fotolia

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I cinque Oscar al film “The Artist” ne sono l’esempio più eclatante: un film muto, girato in bianco e nero, ambientato negli anni Venti. Un omaggio al passato che viene premiato dall’era di internet, affascinata da quella dimensione sospesa, lenta, lontana che le immagini del film trasmettono. Oscar vanno anche a Martin Scorsese e al suo “Hugo Cabret”, girato in 3D ma che celebra il grande padre del cinema Melies. E con il Maestro Fellini ha lavorato Dante Ferretti che insieme alla Lo Schiavo vince l’Oscar per la scenografia del capolavoro di Scorsese.

Tornano gli anni Venti questa volta vissuti con gli occhi e la passione di un giovane dei nostri giorni, catapultato in una Parigi della Belle Epoque: “Midnight in Paris” si aggiudica l’Oscar per la migliore sceneggiatura. E l’interpretazione magistrale in “The Iron Lady” vale a Meryl Streep l’agognata statuetta in ben 17 nomination. Attrice non protagonista premiata è stata Octavia Spencer del film “The Help”, mentre il miglior film straniero è stato “Una separazione”, pellicola iraniana già vincitrice alla Berlinale nel 2011.

Rimangono a bocca asciutta attori quali George Clooney e Brad Pitt, in una serata che ha premiato il cinema davvero nella sua essenza. Un nuovo sentire quello dimostrato dalla scelta delle pellicole premiate; un ritorno alle origini che non perde di vista i progressi tecnologici più strabilianti applicati al cinema.

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