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La donna scarlatta
Eros e Thanatos legati a doppio filo. Ed é aldilà del principio di piacere che si nasconde l’ambiguitá. Temi cari a vari registi che ne hanno scandagliato gli angoli piú reconditi. Uno su tutti nel corso della sua carriera attinge a piene mani nell’immaginario freudiano, Dario Argento. Il maestro italiano dell’horror seduce il suo pubblico con i forti contrasti che carattezzano i personaggi dei suoi film.

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Pulsioni oscure contrapposte a innocenti visioni, squarci di cielo nel buio. Il suo amore per il dualismo Argento lo esprime al meglio nella figura che per tradizione incarna da sempre la scissione bene/male: la donna. Eva che infrange il divieto, angelo del focolare che accudisce i figli, la figura femminile nella cinematografia di Dario Argento rappresenta uno stilema di assoluto interesse. In “Trauma” ad esempio la madre che alleva e nutre i figli diventa megera assasisina, del cui nutrimento si priva la figlia anoressica interpretata da Asia Argento. Madri che attrvaverso il loro corpo nutrono e che esercitano una fortissima influenza nella vita della loro prole; ecco che la povera Betty in “Opera” sará persguitata nei sogni della madre, figura a lei contrapposta per la sua natura sadica e criminale.
Molte delle eroine di Dario Argento saranno l’opposto della madre o di un’altra figura femminea; ci riferiamo in questo senso al personaggio di Susy in “Suspiria” o a quello di Sara in “Phenomena”. L’omicida di “Profondo Rosso” esalta al meglio la duplicitá dell’animo femminile nel mondo di Argento e instaura con suo figlio un rapporto di addosamento della colpa. Donne alle quali sembra essere negata la dimensione sessuale, che esiste sono nel rapporto con la violenza; ecco che ne “La sindrome di Stendhal” l’unico approccio intimo possibile é lo stupro. L’universo femminile non sembra lasciar posto alla controparte maschile, solitamente ridotta a figura debole che si carica di colpe non commesse o che risponde in maniera indifferente.
La poetica di Argento si nutre della figura femminile e dei suoi simboli per eccellenza, come l’acqua sorgente di vita, in un’ottica che molto deve all’influenza psicoanalitica.