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Gli inizi della Rai

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La televisione è un mezzo di comunicazione di massa molto diffuso e apprezzato, al tempo stesso però anche largamente discusso. Che ruolo ha avuto la televisione nel dopoguerra italiano e quando è nata la tv nel nostro paese?
La televisione nacque a Londra nel 1925 quando l’ingegnere scozzese John Logie Baird la presentò in un centro commerciale. Il primi test di telediffusione avvennero in Germania durante i giochi olimpici del 1936. In quell’occasione si riunirono davanti agli schermi tedeschi 160.000 spettatori. Dopo di che ci fu un rallentamento notevole della diffusione. Infatti, mentre la Grande Guerra aveva portato a uno sviluppo accelerato della comunicazione radiofonica, la Seconda Guerra Mondiale non ebbe lo stesso effetto sulla televisione. Se ad esempio nel 1945 negli USA erano disponibili 10.000 apparecchi, nel 1961 ne erano già 35 milioni. Anche in Italia negli anni cinquanta la diffusione della TV crebbe a ritmi stupefacenti.
La Radiotelevisione Italiana (Rai) iniziò il suo servizio il 03/01/1954. La seconda rete venne introdotta sette anni dopo. Inizialmente la televisione ebbe il difficile compito di unificare gli italiani. La TV nacque nei primi anni principalmente come mezzo di informazione ed educazione per poi offrire un servizio più vasto che comprendeva anche la pubblicità, il documentario, la fiction e l’intrattenimento. Le trasmissioni dei quiz come “Lascia e raddoppia” condotta da Mike Bongiorno o “Il Musichiere” di Mario Riva si rivelarono dei veri e propri punti d’attrazione che aiutarono il paese a sviluppare un’identità nazionale e ad alfabetizzare la popolazione. Infatti, nel pieno del boom economico uno su tre non sapeva ancora leggere. A soli tre anni dall’avvio delle trasmissioni televisive in Italia, nel 1957, Mario Soldati realizzò, come autore e conduttore “on the road”, il celebre “Viaggio lungo la valle del Po” che raccontò l’Italia in modo autentico e brillante. Il programma “Chi legge” di Mario Soldati e Cesare Zavattini, trasmissione sull’alfabetizzazione e la cultura dell’italiano medio, ebbe un ruolo importante nella divulgazione della letteratura italiana.
Nel 1975 finì il monopolio Rai e cominciarono a diffondersi le prime emittenti private.
Carosello – innovazione e pubblicità

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Vent’anni durò la storica trasmissione televisiva più seguita e amata dagli italiani. Originariamente fu prevista la sua messa in onda il 1 gennaio 1957. Infine esordì il 3 febbraio 1957. Carosello venne trasmesso quotidianamente dopo il telegiornale sull’allora unica rete italiana dalle 20.50 alle 21.00. Durante tutta la sua storia fu sospeso solamente qualche giorno in seguito a fatti nazionali e internazionali che scossero il paese, come ad esempio la morte di papa Giovanni XXIII nel 1963 e la strage di Piazza Fontana nel 1969.
Nomi illustri come Sergio Leone, Pier Paolo Pasolini, Federico Fellini e tanti altri parteciparono a Carosello in veste di registi. Mentre contribuirono al grande successo attori come Totò, Vittorio Gassman, Dario Fo, Nino Manfredi ed altri geni dello spettacolo. Carosello consisteva in una serie di filmati o meglio definiti come sketch comici che si rifacevano allo stile del teatro leggero o intermezzi musicali. In totale vennero trasmessi 7.261 episodi. Tutti gli sketch erano in bianco e nero, in 35 mm e seguiti da messaggi pubblicitari. Il singolo episodio durava due minuti e 15 secondi, la pubblicità non superava i 35 secondi.
Una nuova legge diede alla Rai nel 1957 la possibilità di trasmettere messaggi pubblicitari. Alla Rai sembrò quindi necessario sviluppare un apposito format televisivo. La nuova trasmissione però non fu affatto solamente un contenitore di spot pubblicitari, bensì una vera e propria innovazione televisiva.
Carosello era una trasmissione seguita molto dai bambini. Ancora oggi viene infatti ripetuta spesso nelle case degli italiani la frase “A nanna dopo Carosello” che è rimasta parte del linguaggio parlato. I messaggi pubblicitari erano quindi indirizzati anche ai giovani italiani. Nell’agosto del 1976 il settimanale Epoca pubblicò un’indagine secondo la quale su 19 milioni di italiani che seguivano Carosello, ben 9 erano bambini, e l’80% di questi pretendeva l`acquisto dei prodotti reclamizzati.